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Cani segregati e drogati per i combattimenti, cinque denunce: nei guai anche un imprenditore genovese. FOTO E VIDEO

Quando gli agenti di Polizia sono entrati nella taverna di una villetta lager a Pavia hanno trovato il sangue sul pavimento. Tanto sangue, stracci imbevuti e i resti di un combattimento tra pitbull in corso. Un cane l’hanno trovato vivo. L’altro probabilmente era già stato abbattuto. Per ora a pagare saranno cinque persone, tra cui un imprenditore genovese, ma l’indagine continua e non è escluso che saltino fuori altri nomi. Pitbull 1 rid

Di Michela Serra

La crudeltà umana spesso raggiunge soglie inquietanti. Quella stessa crudeltà ha ideato un “Tapis roulant” su cui le povere bestie erano costrette a correre per potenziare le loro capacità fisiche sotto sforzo: chiusi in una gabbia e bloccati per il muso da una morsa che aveva il “compito” di rafforzare la mascella. Imbottiti di medicinali anche di importazione. Tutto per un solo scopo: farli combattere. Far si che si ammazzassero a vicenda per il divertimento di qualcuno. E dietro a tutto questo, come sempre, un giro di soldi probabilmente ingente: <Le indagini che sono tutt’ora in corso sono volte a verificare il giro di scommesse clandestine – spiega Annino Gargano, dirigente della Squadra Mobile di Genova – oltre che al reato di maltrattamento di animali>. recinto pitbull rid

I fatti:
L’irruzione della polizia è avvenuta nel più classico dei modi: prima un lungo appostamento nel bosco, poi l’operazione. Quando gli agenti sono entrati nella villetta gli indagati, un imprenditore genovese, due milanesi, il proprietario della casa e la moglie di quest’ultimo, hanno tentato la fuga. Ma sono stati individuati e denunciati. Quello che hanno trovato gli agenti della Mobile di Genova in collaborazione con i poliziotti di Pavia, non lasciava spazio a dubbi: sangue in terra, un cane ferito e uno probabilmente già abbattuto e sepolto nel bosco. Poco lontano, un’altra scoperta: <Abbiamo trovato un manufatto dove erano segregati una quarantina di cani – spiega ancora Gargano – si tratta di varie razze, soprattutto pitbull e dogo argentino, la maggior parte sprovvisti di microchip e con passaporti provenienti dall’Est Europa>.
L’imprenditore genovese era stato segnalato dalla squadra mobile di Imperia che da tempo stava seguendo le tracce delle lotte clandestine tra cani nel ponente della regione. Nella proprietà dell’indagato era stato allestito un campo di addestramento a tutti gli effetti per i suoi quattro pitbull. Dopo essere stato pedinato a lungo, gli agenti di polizia sono riusciti a risalire alla verità e sono arrivati a Pavia, dove hanno fatto irruzione e bloccato il combattimento in corso. Gli indagati sono professionisti di questa odiosa attività: nelle perquisizioni infatti sono stati trovati integratori, medicinali, antibiotici e addirittura libri e video sull’addestramento e l’alimentazione finalizzata al combattimento.
Ma le indagini non sono finite, anzi. L’ipotesi degli investigatori è che ditro al giro di scommesse clandestine ci sia la criminalità organizzata. L’imprenditore genovese finito nei guai è ben conosciuto alle forze di polizia, a causa di precedenti per reati contro la persona, tuttavia non ha nessun legame con la criminalità organizzata.
Cosa ne sarà dei cani? Per ora sono stati affidati alle cure dei veterinari della Asl. Dovranno accertare i casi di maltrattamento, anche se uno dei due pitbull impegnato nel combattimento è stato trovato con evidenti ferite procurate dalla lotta. Dopo le cure saranno affidati ai canili comunali, sperando che possano avere la vita che per ora è stata loro negata.

 

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